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sommario 1/2011
Editoriale
   
Intervento del Presidente della Repubblica
Giorgio NAPOLITANO
17 Marzo 2011
Festa dell'Unità d'Italia


Intervento del Presidente della Repubblica Giorgio NAPOLITANO alla Seduta comune del Parlamento in occasione dell'apertura delle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia.
   
Forum
Unificazione e governabilità: il difficile percorso italiano
a cura di Emanuela C. DEL RE
Rispondono:
Emilio GENTILE, Pietro PASTORELLI, Giovanni SABBATUCCI, Lucio VILLARI
Lo staffato, quadro dipinto da Giovanni Fattori intorno al 1880, costituisce la summa di un’epoca, per quanto se ne sottolinei più l’amara vis polemica che non l’alto valore simbolico. Un soldato ferito – già morto? – col piede incastrato nella staffa viene trascinato dal cavallo imbizzarrito in corsa, lasciando dietro sé una scia di sangue. Non è un soldato, è “il” soldato; non è una guerra, è “la guerra”. E questo proprio perché a differenza dei quadri dello stesso periodo – da Hayez a Induno – ossessivamente e magnificamente descrittivi, con dettagli minuziosissimi di volti e arti a volte martoriati dalla battaglia, a volte fieri di fronte alla sorte, sorretti dalla fede nella giusta causa, con divise e luoghi ben distinti, così come i momenti storici, Fattori rende il luogo in cui accade il fatto un luogo qualsiasi, il soldato non ha volto, e neppure la divisa è distinguibile.E'la guerra allo stato puro, il senso dell’orrore, il senso del prezzo degli ideali. Non a caso nel 1864 fu istituita la Croce Rossa Internazionale, che era nata in Italia ma che fu poi formalizzata nella Convenzione di Ginevra...
(Foto da www.romaoltrelemura.it/images/)

Tramonto del legittimismo e concerto delle potenze
di Luigi Vittorio FERRARIS
 
Saggi e articoli
150 anni di migrazioni
di Maria Immacolata MACIOTI
Un fenomeno complesso, quello delle migrazioni, che in passato si è legato al nomadismo, alla ricerca di nuovi pascoli, all’esplorazione così come alla fuga da guerre e carestie. Motivi tutti che ritroviamo, accresciuti, nelle migrazioni ottocentesche e, in qualche modo, in quelle contemporanee. Sono state determinate da ragioni di espulsione dai paesi di origine così come da fattori di attrazione messi in essere dai paesi di arrivo. Il contributo della Macioti offre una ricostruzione dei flussi migratori che hanno accompagnato la crescita del nostro Paese a partire dall’Unità. Un contributo, questo, per consegnare al lettore quel minimo di comuni conoscenze storiche dalle quali non si può e non si deve prescindere per una comprensione del presente così drammaticamente complesso e delicato. ( Foto da www.filef.info/)
La parabola della mafia dall'Unità d'Italia ad oggi
di Alberto CISTERNA
Nella storia d'Italia, anzi dell'Italia unita, c'è una costante: la ricerca della superstruttura, del "potere occulto" che condiziona l'economia, la politica e, quindi, la vita degli italiani. Così c'è stata l'affannosa ricerca del "Grande Vecchio", durante gli "anni di piombo" e c'è stata, anzi per certi versi c'è ancora, la ricerca del "Terzo livello" della mafia, al quale non credeva neppure Giovanni Falcone. Altro, ovviamente, è discutere della dimensione orizzontale delle collusioni e delle conteressenze tra mafia e potere. è la mafia, anzi le mafie, il tema che affronta Alberto Cisterna collocate all'interno della storia d'Italia. Una storia parallela che prende le mosse da prima dell'Unità d'Italia, con la relazione nel 1838 di Pietro Calà Ulloa, Procuratore Generale di Trapani e approda all'articolo 416 bis del Codice Penale che per la prima volta definisce l'associazione mafiosa, al di là della collocazione geografica del termine mafia....( Foto da www.sperimentaleleonardo.it)
Il sindacato dalla difesa di classe alle sfide della globalizzazione
di Franco FERRAROTTI
L’Unità d'Italia è anche storia del sindacato. La sua nascita è la risposta ai bisogni reali delle classi lavoratrici. E con i sindacati, le masse popolari trovarono uno strumento efficace di partecipazione ad uno Stato che, da monoclasse, si andava facendo pluriclasse, soprattutto fino alla Prima Guerra Mondiale. Come sottolinea il Professor Ferrarotti, il sindacato segue l'evoluzione socio-politica del Paese. Infatti, soppressa la libertà sindacale col fascismo, la ripresa, nel dopoguerra e soprattutto con la "Guerra Fredda", sembra ridurre i sindacati a mere "cinghie di trasmissione" delle istanze dei partiti politici e quindi a perdere la loro autonomia. Di conseguenza, sono costretti a condividere, almeno in parte, la fine delle ideologie di ascendenza ottocentesca. Ancora più interessanti, con la caduta del muro, la fine del confronto Est-Ovest e l'avvento della globalizzazione, le sfide decisive che al sindacato si sono presentate, imporranno in tempi relativamente brevi la ristrutturazione organizzativa e la ridefinizione degli scopi propri del sindacato.
( Foto da www.claudiocaprara.it/mediamanager/sys.user/38949)

L'Italia nel Mediterraneo alla ricerca del nuovo ruolo
di Matteo PIZZIGALLO
‘Non lasciamo che vengano distrutte le speranze di un Risorgimento nel mondo arabo' - ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rilanciando così, di fatto, la "vocazione mediterranea" dell'Italia, proprio mentre questo scacchiere attraversa una fase rivoluzionaria senza precedenti. Matteo Pizzigallo ripercorre un secolo e mezzo di politica mediterranea dell'Italia. Ricorda le aspirazioni frustrate (Tunisia), e il pessimo affare della Libia, figlio dello sfacelo dell'impero turco, fino alla "vittoria mutilata" e la politica imperiale del Fascismo. Ma è con la nascita della Repubblica che la politica mediterranea dell'Italia torna alle origini, sotto il segno della pace e del rispetto dell'autodeterminazione dei popoli, con il supporto della "diplomazia dell'amicizia", e della cooperazione bilaterale e multilaterale. E, dunque, non può rimanere "indifferente" rispetto al "grido di dolore" lanciato dai popoli della Sponda Sud.
( Foto da http:/1.bp.blogspot.com)

1861-2011: un secolo e mezzo di Intelligence in Italia
di Maria Gabriella PASQUALINI
Con la proclamazione del Regno d'Italia il Governo procede a una serie di riforme, compreso l'esercito. Già nel Regno di Sardegna esisteva un Servizio segreto per acquisire informazioni dall'estero e influenzare favorevolmente gli stati non ostili. Il saggio che segue analizza il percorso del Servizio Informazioni Militare, dalla nascita fino agli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale. E a tracciare questa storia, che è comunque storia d'Italia, nel bene e nel male, è una studiosa fra i massimi esperti di intelligence: la professoressa Maria Gabriella Pasqualini, la prima ad avere avuto accesso agli archivi. Uno studio sintetizzato in due volumi, Carte Segrete dell'Intelligence italiana, vol. I, 1861-1919 e vol. II, 1919-1949, promosso per la prima volta in Italia dall'Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE). Al di là degli episodi, che non lasciano spazio all'aneddotica, documentati come sono, è interessante l'analisi delle leggi istitutive, fino all'ultima riforma, indicative della considerazione in cui classe politica ha tenuto e tiene i Servizi e soprattutto del percorso attraverso un secolo e mezzo, fino ad approdare al controllo democratico.
( Foto da http://img163.imageshack.us/)

Da Radio Londra a Wikileaks
di Antonio TETI
Centocinquanta anni possono sembrare un periodo relativamente breve se confrontati ai millenni che costituiscono la storia dell’uomo, ma possono assumere un valore completamente diverso se valutati in funzione delle scoperte generate in quell’intervallo temporale. In nessun campo, come in quello della comunicazione, le tecnologie hanno determinato un condizionamento così profondo da portare mutazioni sostanziali nella vita dell’uomo.
( Foto da http://a7.idata.over-blog.com/)

 
Rubriche

L'ATTUALITA'

Incontri su temi contemporaneiarticolo redazionale
Quattro chiacchere con.... Marco Minniti
150 anni del concetto ‘sicurezza’…

150 anni di Unità d'Italia sono anche più di un secolo di alternarsi di bisogni, di percezioni, di evoluzioni sociali, di sogni e di realtà che soprattutto negli ultimi 30 anni hanno subito trasformazioni e accelerazioni fortissime. Sono stati 150 anni che hanno cambiato le esigenze e le percezioni della sicurezza adattandole alle necessità degli eventi fino a crearle come bisogni primari del welfare dei nostri giorni.Nel tempo, sono mutate le paure: dalla guerra con le sirene dei bombardamenti, alla fame e al mercato nero del pane, dalla necessità della emigrazione per trovare il lavoro, al boom economico degli anni '60, fino alla gestione dei migranti con le remore dell'invasività del "diverso", dal terrore dei briganti su alcuni percorsi nazionali allo sgomento degli incidenti stradali con l'incremento del traffico automobilistico, fino alle "stragi del sabato sera"....... ....Ne parliamo con Marco Minniti, Onorevole e Presidente della Fondazione ICSA e, soprattutto, attento testimone e compartecipe del progetto Sicurezza Nazionale.


LA STORIA

Dall'Archivio
I Reali Carabinieri in attività di Intelligence
di Rosario AIOSA
La vittoriosa conclusione, nel 1859, della campagna franco-piemontese contro gli austriaci, passata alla Storia come Seconda Guerra d’Indipendenza ed in particolare le acquisizioni territoriali conseguenti al trattato di pace di Villafranca che, pur frustrando le originarie ambizioni unitarie del Piemonte, almeno sull’intera Italia Settentrionale, consentono comunque, anche grazie all’Impresa dei Mille, le “annessioni” del periodo immediatamente successivo, costituiscono certamente i decisivi presupposti che rendono politicamente credibile, soprattutto a livello internazionale, l’Articolo Unico della Legge17 marzo 1861, con cui “il Re ( di Sardegna, n.d.r.) Vittorio Emanuele II assume per sé e pei suoi successori il titolo di Re d’Italia”. A rendere possibile questa implicita autoproclamazione dell’Unità d’Italia anche i Carabinieri forniscono un significativo contributo, non solo partecipando praticamente a tutte le operazioni militari ma anche attuando – come vedremo – una efficiente ed efficace attività di intelligence, svolta immediatamente prima e nel corso della Seconda Guerra d’Indipendenza. (Foto da www.clubalbisola.it/)

Il Fondo Edifici di Culto:
un Istituto nato nel Risorgimento

articolo redazionale
In uno 'speciale' tutto dedicato all'Unità d'Italia non poteva mancare un riferimento ad un originale Istituto presente nel nostro ordinamento. Ci si riferisce al Fondo Edifici di Culto del Ministero dell'Interno che rappresenta l'espressione più significativa delle esperienze socio-culturali succedutesi nel nostro Paese nel corso dei secoli. Attraverso tale Istituto si può ripercorrere la storia dell'Unità d'Italia, dalle cosiddette 'leggi sulle guarentigie o leggi eversive', fino ad arrivare ai Trattati Lateranensi. Il Fondo, infatti, pur essendo un Istituto a molti sconosciuto, è una realtà di grandissimo interesse storico-giuridico in quanto, tra l'altro, è proprietario del più importante patrimonio artistico dopo quello dello Stato e di cui Chiese e Basiliche rappresentano, senza dubbio, l'espressione più significativa.

Fatti, Aneddoti e Leggende
Le carte segrete dell'agente Bozino
di Alain CHARBONNIER
C’è un Memorandum firmato da Diomede Pantaleoni, fra le carte di Pio IX, che parla di un possibile accordo per risolvere la "questione romana" ancora prima della proclamazione del Regno d'Italia. è un momento di "diplomazia segreta" destinata ad affrontare questioni che l'opinione pubblica non avrebbe compreso, rivelatrice della sagacia di Cavour. Della spregiudicatezza dello statista piemontese si sapeva, ma pochi conoscono l'operazione parallela avviata contestualmente all'incarico conferito a Pantaleoni. Affidata a un agente di provate capacità, l'avvocato Omero Bozino di Vercelli, l'operazione presentava contorni così poco commendevoli che ancora oggi da parte degli storici cattolici si preferisce considerare inattendibile tutto quanto è stato rivelato in proposito, nonostante i documenti emersi negli anni.
( Foto da www.tramtreniealtro.com/vercellesi/sesia)


Donne e agenti segreti che agirono nel Risorgimento

di Alain CHARBONNIER
è un Risorgimento quasi tutto al maschile, quello raccontato dai libri di storia. Salvo Anita Garibaldi, che è leggenda e Giuditta Tavani Arquati, che pochi ricordano aver sacrificato la sua vita a Roma, uccisa dagli zuavi nel 1867, le altre sono ricordate come fini intellettuali, madri e mogli dolenti che videro figli e mariti andare al sacrificio sui campi di battaglia o sulla forca. Eppure, Camillo Benso Conte di Cavour, Primo Ministro del Regno di Piemonte e per poco del Regno d’Italia, non esitò a servirsi di belle e splendide signore, arruolandole fra i suoi agenti segreti. Tutti ricordano la contessa di Castiglione, che circuì l’Imperatore Napoleone III, pochi sanno i nomi delle altre che operarono per l’Italia, arruolate questa volta dal “padre” dei servizi italiani, il colonnello Giuseppe Govone. Le ricordiamo qui, sottolineando che l’ultima spia al femminile del Risorgimento, comprendendo in questo termine anche la Prima Guerra Mondiale, che per gli italiani è considerata anche come Quarta Guerra d’Indipendenza, era una trentina. Unica donna decorata con Medaglia d’Argento al Valor Militare. Si chiamava Luisa Zeni.
( Foto da http://digilander.libero.it)


LA CULTURA

'Studi' di Intelligence
Letteratura e storiografia italiana sull'Intelligence dall'Unità ad oggi
di Nicola PEDDE
La produzione e la divulgazione di letteratura sull’Intelligence, intesa sia come generale attività di informazione e sicurezza dello Stato, sia più specificamente come Servizio segreto nazionale ha, in Italia, trovato scarso sviluppo e successo se non in tempi recenti. Mentre la storiografia militare ha saputo ritagliarsi nel tempo una sua nicchia sia nel contesto accademico che nel mercato editoriale – sebbene con dimensioni modeste, nonostante la presenza di autori di primissimo ordine come Virgilio Ilari – lo studio degli apparati di informazione e sicurezza e delle loro metodologie è invece stato pressoché ignorato sino alla fine degli anni Settanta. Quali sono le ragioni di un così prolungato disinteresse e, soprattutto, è stata una lacuna solamente italiana? Sono molte le cause che hanno concorso a penalizzare in modo così cospicuo lo sviluppo di una cultura dell’Intelligence...

Recensioni
Il 150° nell'editoria
novità e rivisitazioni

di Alain CHARBONNIER
Per ogni grande anniversario, le case editrici sono solite dare alle stampe saggi, memoriali, rievocazioni. Alcune del tutto inedite, altre “rivisitate” e “ringiovanite”, collocate in una collana diversa da quella della prima edizione, con una nuova copertina e una nuova grafica, talvolta aggiornate dall’autore con nuova documentazione. Nella maggior parte dei casi si tratta di veri e propri “instant book”, non legati al verificarsi repentino di un avvenimento, bensì proprio al fatto storico che si intende commemorare o celebrare. Soprattutto se accompagnato da un adeguato “lancio” istituzionale con seguito di polemiche fra intellettuali, partiti politici, enti pubblici, associazioni culturali. La celebrazione del 150° anniversario della trasformazione dal Regno di Piemonte in Regno d’Italia, quindi della nascita dello Stato italiano, oggi Repubblica, è una di queste occasioni...

Scheda Autori

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