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sommario 1/2007
Editoriale


Inaugurazione dell'Anno Accademico
Intervento del Direttore del SISDe

Prolusione del Professor Renzo Guolo:
"Il problema dell’integrazione in una società complessa"

Intervento del Vice Ministro dell’Interno On.Marco Minniti
   
   
Forum
L’impresa criminale chiamata ‘camorra’
Rispondono: Fabrizio FEO, Pio MARCONI, Marco MINNITI, Lucia REA, Franco ROBERTI
Il forum propone una riflessione sulla 'camorra', attraverso l’analisi sia dei fattori criminali sia delle vulnerabilità e delle opportunità dello scenario partenopeo, che, variamente combinati, tracciano le spesso indecifrabili linee evolutive del fenomeno. I relatori, lontano dall'agiografia come dal pessimismo di tanta letteratura, offrono spunti e indicazioni che, ben oltre la coltre della 'nuttata' eduardiana, svelano il coraggio e la volontà di ripresa della comunità napoletana. (foto Ansa)
 
Saggi e articoli
Servizi segreti verso la riforma
di Claudio SCAJOLA
Nel 1977, in un'Italia lacerata dalla violenza degli opposti estremismi, in un Parlamento caratterizzato da una fortissima contrapposizione ideologica, le forze politiche seppero trovare unità di intenti in materia di sicurezza, dimostrando alto senso di responsabilità, elevata sensibilità istituzionale e una straordinaria capacità di dialogo. Ciò permise l'approvazione della legge 24 ottobre 1977, n. 801, e la definizione di una normativa sui Servizi di informazione e sicurezza coerente con i principi democratici ed i valori costituzionali, allora seriamente minacciati dall'offensiva "al cuore dello Stato" sferrata da parte del terrorismo interno. A distanza di trenta anni, un'Italia assai diversa da quella di allora - certamente più omogenea dal punto di vista sociale, ma caratterizzata ancora da profonde divisioni e da una scarsa propensione al confronto - si trova nuovamente a dover adeguare i propri Apparati di sicurezza ai mutati scenari e, ancora una volta, si avvia alla definizione di soluzioni condivise. Tale circostanza deve valutarsi positivamente, in quanto per la prima volta, in questa Legislatura, su un tema di rilevanza strategica, le forze di maggioranza e di opposizione dimostrano di sapersi confrontare sul merito delle questioni, in modo trasparente e leale, elevandosi al di sopra dei particolarismi e delle polemiche che caratterizzano la quotidianità del dibattito politico. Si tratta di un dato che, sebbene assolutamente isolato, si può ritenere confortante e che mi auguro possa dare luogo - senza indebite confusioni di ruoli o inopportuni trasversalismi - ad una nuova stagione di dialogo, nel superiore interesse del Paese. Con questo auspicio, ho ritenuto utile raccogliere nelle pagine che seguono - frutto della rielaborazione e dell'aggiornamento di tre interventi da me recentemente svolti sul tema della riforma - alcune riflessioni sui processi evolutivi in atto nel settore dell'Intelligence e sugli interventi che la nuova disciplina all'esame del Parlamento ha messo a punto per governarli in modo appropriato. ( foto Ansa)
L’esperimento Intellipedia
ovvero i segreti condivisi

di Gianluigi CESTA
La sera del 31 ottobre scorso, da Washington, un lancio dell’agenzia Reuters mette in subbuglio la comunità internazionale dell’Intelligence: John Dimitri Negroponte,all’epoca ‘Director of National Intelligence’ (conosciuto con il soprannome mediatico di “Zar”), aveva appena annunciato al mondo l’esistenza di “Intellipedia”, nuovo sistema di collegamento e condivisione delle notizie fra i 16 diversi Organismi che, negli USA, sovrintendono al mondo delle informazioni e della Sicurezza. Una novità destinata a lasciare il segno. Dopo l’11 settembre è, infatti, emerso che il Governo americano era in possesso di molte notizie sulla preparazione dell’attentato, ma le stesse erano frammentate negli archivi delle varie Agenzie e nessuno aveva uno “sguardo d’insieme”. La necessità di prevedere un valido strumento di gestione e coordinazione delle informazioni aveva, quindi, indotto la CIA a predisporre, all’inizio del 2006, uno strumento specifico, ispirato all’enciclopedia libera “Wikipedia”, semplice e già rodato, eppure straordinariamente efficace: “Intellipedia”. Questa novità segna l’avvio di una nuova fase: il passaggio dall’Intelligence dell'informazione all’Intelligence della comunicazione. ( foto Ansa)
Il ‘pericolo giallo’ viaggia su internet
articolo redazionale
La retorica, prezioso strumento di comunicazione, provoca sovente dei paradossi: accade che molte figure retoriche, infatti, trovino difficoltà a svincolarsi dall'effimero e dall'irreale nel momento in cui divengono una espressione della realtà vissuta quotidianamente e non più un raffinato esercizio linguistico utile per suggerire all'intuito umano il significato di un particolare fenomeno. Per meglio comprendere queste considerazioni si può richiamare alla memoria l'espressione "mondo virtuale" di cui la comunicazione ha fatto incetta negli ultimi quindici anni per descrivere l'impressionante e miracoloso impulso al tradizionale modo di pensare determinato da internet. Ora questo mondo virtuale è divenuto reale. In esso si applicano tutti i predicati utilizzati tradizionalmente per "spiegare" la vita quotidiana: discutere, commerciare, truffare, vincere, conoscere, rubare, ecc. In realtà la mente umana incontra ancora qualche difficoltà nel considerare internet quale seconda dimensione, oltre quella materiale, e dunque sono spesso necessarie delle analisi che traducono, piuttosto che spiegare, quanto accade sul web. Indossando allora una nuova lente si può meglio interpretare l'articolo che segue al punto da poterlo leggere quasi come una storia di spionaggio e controspionaggio.( foto www.isd.gov.hk)
Vecchie e nuove radici del terrorismo in Turchia
di Alberto OGGERO
La Turchia, storico ponte tra Oriente ed Occidente, riunisce all’interno del suo territorio popolazioni ed etnie di lingua e tradizioni diverse: una caratteristica, questa, che delineò l’identità dello Stato turco, costruito sul modello laico degli Stati occidentali. Durante il processo di fondazione della Repubblica iniziarono, però, ad emergere dei movimenti violenti, nati da un sentimento di insoddisfazione e di vendetta tra le varie comunità, alcune delle quali, come nel caso curdo, furono costrette a reprimere le proprie ambizioni indipendentiste. Contrasti sociali e tensioni tra seguaci dello Stato laico, da una parte, e gruppi e movimenti islamisti dall’altra, hanno caratterizzato la storia della Turchia contemporanea e la leadership al potere ha indifferentemente indirizzato le proprie azioni sia contro i movimenti separatisti, sia contro quelli di stampo religioso, che andavano contro l’interesse dei governanti. Questo articolo ci propone un quadro sulle radici storiche, le azioni e l’evoluzione dei più rilevanti gruppi terroristici a vocazione sia politica che etnica o religiosa presenti nello Stato turco, a partire dal 1974, anno in cui le organizzazioni a carattere eversivo emersero come prodotto della lotta di classe e della scarsa sensibilità del Governo alle problematiche sociali interne. ( foto Ansa)
Il Jihad globale e la guerra diffusa
di Anoush EHTESHAMI
Il successo dei movimenti jihadisti è dipeso in gran parte da un fenomeno importato dall’Occidente: la globalizzazione. Questo processo, visto da numerosi islamisti come mezzo usato dall’Occidente per diffondere la corruzione nei Paesi arabi e assicurarsi la sopravvivenza dei regimi filo-occidentali, è divenuto al tempo stesso - attraverso l’utilizzo da parte dei mujahidin delle nuove tecnologie nel campo militare e delle comunicazioni - il mezzo più efficace per combattere i nemici dell’Islam. Il mondo intero rappresenta ormai un unico teatro di jihad, non più un “dar al-harb” e un “dar al-islam”, se il nemico, sia esso shiita, apostata o crociato, può essere sconfitto più efficacemente o facilmente in territorio musulmano. Avvalendosi degli strumenti tecnologici, Al Qaida ed i gruppi ad essa legati hanno potuto creare, in diversi Paesi del mondo, vari networks pronti a pianificare e realizzare atti di terrorismo. L’autore dell’articolo spiega come - attraverso le conseguenze degli attentati terroristici, a partire dall’11 settembre 2001 con l’attacco all’Afghanistan e l’invasione dell’Iraq - gli estremisti siano stati in grado di manipolare la geopolitica della regione mediorientale, e non solo, avvalorando la tesi islamista di una cospirazione americana tesa ad annientare i Paesi e la cultura islamica a favore di Israele. L’azione degli jihadisti, che si propongono come unico vero difensore dell’Islam dagli attacchi degli Stati Uniti, avrebbe contribuito a creare una sorta di Umma virtuale, abbattendo le barriere legate all’identità nazionale, ad accrescere il divario già esistente tra i governi e le società arabe ed, infine, a rendere sempre più instabile ed insicura sia la regione mediorientale che quella africana. (foto Ansa)
Reddito di cittadinanza
nuovo fronte antagonista

articolo redazionale
Il reddito di cittadinanza (da intendersi quale assegno periodico versato dallo Stato a tutti i cittadini indipendentemente dal fatto che abbiano o meno un'occupazione), si configura, nell'ottica antagonista, come misura radicale, destinata a contrastare i piani del capitale e a ridare certezza e dignità all'esistenza dell'individuo post-moderno. Non è certamente una proposta nuova ma è, secondo i teorici dell'antagonismo, una soluzione economica ad un problema sociale/politico che, in questa fase storica, può trovare applicazione. Il reddito di cittadinanza, in base a tale ipotesi, potrebbe arginare il fenomeno della precarizzazione del lavoro e dei diritti che, determinando uno stato di incertezza permanente, consente al capitale di esercitare sulla società un controllo totalizzante. (foto Ansa)
Covert Actions USA
rischi costi e benefici

di Giacomo MASCOLI
E’ possibile affermare che esistono differenti approcci allo studio delle tematiche relative all’intelligence, tuttavia la maggior parte di essi si sviluppano partendo da uno schema concettuale elaborato originariamente da Roy Godson. Senza entrare nei dettagli, è utile ricordare che Godson divide il concetto di Intelligence in quattro categorie volutamente generali: Analisys and Estimates, Clandestine Collection, Counterintelligence e Covert Actions. Di queste è proprio la categoria delle covert actions (azioni sotto copertura) che solleva la maggior parte di dubbi fra gli studiosi e i professionisti del settore. Trascendendo il tradizionale ruolo di supporto ai decisori rivestito dall’Intelligence tradizionale, le azioni sotto copertura rientrano piuttosto nella sfera esecutiva essendo infatti la vera e propria messa in atto di particolari politiche da parte degli Organismi di Intelligence. E’ bene ricordare che non esiste una definizione universalmente accettata del concetto di azioni sotto copertura. (foto redazionale)
 
Rubriche

STORIE DI CASA NOSTRAarticolo redazionale
Intrecci malavitosi a Napoli e dintorni
Il racconto presenta un’esperienza camorristica che sintetizza i possibili destini di un gregario animato da dubbi, rancori e aspettative, dopo la scarcerazione. Pur se è illuminata una parte, nemmeno la più indicativa, della figura camorrisica, comunque emerge la diffusa concessione dei capi al tradimento e alla “tragedia”, che rende il quotidiano mafioso insidioso e indecifrabile. Si confrontano vecchi tipi di criminalità, spesso vittime di un reducismo inconvertibile, e nuovi modelli di banditismo, entrambi in cerca di potere, sebbene simbolicamente ritratti nel rapporto padre/figlio, frutto dei propri tempi e spesso vittime della stessa camorra che alimentano. Sullo sfondo i paesaggi diversi delle “Vele” e di Forcella, così lontani eppure bagnati dallo stesso sangue. ( foto www.image-share.net/)

DALL'ARCHIVIO ALLA STORIAarticolo redazionale
Rapporto da Torre Annunziata
La Rivista propone in questa Rubrica un documento d’archivio che certifica uno spaccato della situazione socio-economica e criminale di Torre Annunziata, nei primi anni del Novecento, attraverso una relazione della Sottoprefettura di Castellamare di Stabia. In esso si individuano i rischi devianti dell’area e si ricercano soluzioni d’intervento adegauate alla prevenzione e repressione del fenomeno. Lo scritto, oltre che rappresentare una preziosa testimonianza delle locali dinamiche sociali ed economiche, analizza l’evoluzione del crimine camorristico e i possibili danni prodotti dall’attività parassitaria dei clan allo sviluppo competitivo di molte aree della Campania. La richiesta, poi, avanzata dalla Sottoprefettura all’“Onorevole Ministero”, per aumentare la presenza delle Forze di Polizia al fine di un più efficace controllo delle aree “strategiche” del comprensorio (quali il porto, la stazione ed il centro storico, in cui si concentravano e si concentrano, tuttora, le più qualificate attività socio-economiche e criminali), ripropone la sensibilità istituzionale nel cercare - allora come oggi- soluzioni, anche strutturali, per risolvere il problema camorristico, così da garantire sicurezza e libertà all’”industre città”. ( foto www.carabinieri.it/)

RECENSIONIarticolo redazionale
La camorra tesse la tela
di Alain CHARBONNIER

CRONOLOGIA DEL TERRORISMOarticolo redazionale
Luglio - Ottobre 2006

Scheda Autori


APPENDICE
STATI UNITI D'AMERICA
Patriot Act 2005 (titolo I)


RELAZIONE SEMESTRALE
58° Relazione sulla politica informativa e della sicurezza

redatta a cura della Segreteria Generale del CESIS

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