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sommario 2/2010
Editoriale
   
Intervista
L’Islam in Italia: alla ricerca di un equilibrio tra integrazione e tradizione
Valentina COLOMBO
Docente di geopolitica del mondo islamico presso l'Università Europea di Roma
Nel nostro mondo globale e globalizzato, con un presente fatto realmente di portati etnici e multiculturali variegati in cui scuole, case, negozi e strade parlano linguaggi diversi e in cui soprattutto i ragazzi sono alla ricerca di una identità che non sia solo il prodotto di frammenti culturali differenti o un puzzle indefinito fatto di tessere impazzite, è importante la diffusione di un sentimento di appartenenza nuovo che non rinneghi le radici con il passato ma che sia il bagaglio prezioso di una crescita serena verso un futuro consapevole. Il rischio del terrorismo “homegrown” può diventare la risposta esasperata alle istanze di ricerca di valori e credi introvabili nella quotidianità fatta di diversità e della sensazione di essere sempre e comunque “fuoriposto”. L’anelito religioso percepito come unica fonte di verità da raggiungere e imporre anche attraverso il martirio ed il sacrificio estremo di se stessi rischia di essere l’unica chiave di lettura possibile per cambiare la vita in un emisfero occidentale spesso basato sul consumismo, orfano di ideologie e apparentemente votato all’effimero.... (Foto Ansa)
   
Forum
Scacco di Stato ai beni della criminalità organizzata
a cura di Emanuela C. DEL RE
Rispondono: Enzo CALABRIA, Alberto CISTERNA, Antonio MARUCCIA, Luciano SCALETTARI
Una storia di successo quella della confisca dei beni alla mafia, e soprattutto della loro destinazione a usi sociali. Pensare che su terreni di proprietà di cosche mafiose di famiglie tristemente note come Brusca, Mammoliti, Piromalli, Molè e tante altre, sorgano ora, sedi di associazioni che si occupano di assistere persone in difficoltà o attività produttive, come agriturismo in zone in cui l'attività economica subiva intimidazioni tali da restare sotto il giogo imposto dalle organizzazioni criminali, non può che rinvigorire la fiducia nelle Istituzioni che, in questa lotta, hanno potuto contare su un alleato potente: la società civile resasi promotrice, anche grazie al contributo di varie associazioni, di numerose ed importanti iniziative. L'istituzione nel 2010 dell'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, costituisce la tappa più recente di un complesso iter legislativo e operativo, già preceduto dall'istituzione del Commissario straordinario del Governo per la gestione e la destinazione dei beni confiscati ad organizzazioni criminali. (Foto Ansa)
 
Saggi e articoli
Un impero economico dalla mafia allo Stato
di Emanuela C. DEL RE
Il discrimine tra ricettazione, riciclaggio e reimpiego di capitali illeciti
di Giuseppe AMATO
Cogliere l'esatto discrimine tra il riciclaggio (articolo 648 bis c.p.) e il reimpiego di capitali illeciti (articoli (articolo 648 ter c.p.) e quello tra questi reati specifici e quello comune di ricettazione (articolo 648 c.p.) pare di fondamentale importanza per una migliore e più ampia applicazione di uno strumentario sanzionatorio che, oggi più di ieri, risulta potenzialmente molto efficace per colpire la criminalità, soprattutto quello organizzata, nel "patrimonio", rimuovendo e sottraendo le risorse acquisite con le attività illecite, sì da impedirne la "ripulitura" e il riutilizzo, vuoi in ulteriori attività criminose, vuoi nel mercato, con effetti, anche pregiudizievoli per la concorrenza. Per una ricostruzione della questione controversa proponiamo il quadro normativo di riferimento.(Foto Ansa)
Il ‘paper trail’ nella lotta al riciclaggio
di Ranieri RAZZANTE
Il dibattito circa l’utilità e l’attualità dei presidi che il nostro ordinamento pone a tutela e prevenzione del riciclaggio di denaro sporco è sempre vivo e solleticante. Come per ogni reato, anche per l’immissione nel circuito dell’economia legale di ricchezze illecitamente accumulate ci si deve misurare, più che con coloro che ne sono rei o partecipi, con le valutazioni sulla giustezza della pena, sull’efficacia dei mezzi di repressione, delle strategie di contrasto, delle risorse a vario titolo messe in campo. È vero poi, anzi è indubbio, che le esigenze di “prevenzione” debbano prevalere su quelle repressive, perché a far prima si spende indubbiamente meno e si conseguono tendenzialmente più risultati. Così come è vero che stringendo le maglie delle misure preventive si possono conseguire, ceteris paribus, successi sempre crescenti; ma non è detto che il rapporto costo-beneficio dell’azione sia sempre conveniente, soprattutto se gli effetti delle norme di presidio portano a “congestioni” di adempimenti per i soggetti interposti, oltre che, ovviamente, per quelli addetti alla sicurezza ed alla vigilanza. I reati finanziari, un po’ come quelli tributari, portano con loro queste considerazioni “metagiuridiche”, legate poi alla politica del diritto in maniera sottile e, a volte, “biunivoca”....
Geoeconomia e Intelligence dalla difesa all’attacco
di Marco GIACONI
L’intelligence economica è sempre andata di pari passo con tutte le altre forme di intelligence. Nella maggior parte dei casi era considerata uno strumento di difesa dell’economia nazionale e di penetrazione e conoscenza delle iniziative economiche degli altri. Marco Giaconi delinea i cambiamenti dell’Intelligence economica al tempo del mercato globale che ne ha spostato l’asse operativo: oltre all’acquisizione dell’informazione, deve puntare ad influenzare e condizionare le opinioni pubbliche estere, si potrebbe dire la conquista dei cuori e delle menti del Paese bersaglio. L’economic warfare del resto, non conosce limiti nel perseguire l’interesse primario del proprio Paese e l’Intelligence, come sempre, riveste un ruolo fondamentale.(Foto Redazionale)
Debito pubblico e sicurezza nazionale un ruolo per l’Intelligence
articolo redazionale
La continua crescita del debito pubblico, inducendo una sempre minore solvibilità del Paese debitore, pone a rischio la tutela della sicurezza economica nazionale del debitore stesso. La dipendenza di un Paese debitore nei confronti delle pressioni di attori stranieri (pubblici e privati) cresce all'aumentare dei titoli di Stato emessi dal primo e sottoscritti da questi ultimi. Inoltre, la crescita dello stock di debito di un Paese pone a rischio la sostenibilità, nel medio-lungo termine, di adeguati stanziamenti per la sua sicurezza interna e internazionale. Il recente rischio di default corso dalla Grecia ha mostrato la possibilità del verificarsi di queste conseguenze. L'intelligence economico-finanziaria dei Servizi di Informazione per la Sicurezza può contribuire a fornire un proprio supporto conoscitivo, nella difficile dinamica di rientro del debito, dati i vincoli di politica economica. Al riguardo, di rilievo potrebbe essere la verifica di comportamenti "sommersi" di sistemi/attori produttivi aventi perlopiù caratteristiche territoriali....(Foto Ansa)
Dal controllo dei Servizi alla tutela del segreto di Stato
di Pierpaolo RIVELLO
Con la l. 3 agosto 2007, n. 124, il legislatore, nel dare un nuovo volto alla struttura dei sistemi di informazione per la sicurezza e nel ridisegnare la disciplina del segreto, si è dovuto anche occupare della tematica dei "controlli" sulla corretta applicazione di tali normative, ivi compresi i meccanismi concernenti l'opposizione del segreto di Stato. Al riguardo sono state tenute in conto le critiche sulla scarsa incisività del Co.pa.co., e si è cercato conseguentemente di delineare una struttura esente dai difetti che minavano l'operatività del precedente organismo. L'attuale Comitato parlamentare per la sicurezza dello Stato non solo risulta dotato di competenze ampie ed estremamente articolate, ma è stato posto in grado di svolgere in maniera efficace i suoi delicatissimi compiti.
La Jihad globale
 articolo redazionale
Era possibile prevedere l’affermarsi della Jihad globale e la conseguente guerra al terrorismo? Forse sì ma era necessario, agli inizi degli anni novanta, porre maggiore attenzione agli indicatori di situazione che evidenziavano i crescenti fermenti nei Paesi di fede musulmana e che ne preannunciavano il forte disagio politico e sociale, considerare i fattori storici che avevano portato a tale situazione, non essere “innamorati” di idee e convinzioni sedimentate in pregiudizi. L’applicazione di un sistema democratico di stampo occidentale, infatti, ed un diffuso benessere non raggiungibile nel breve periodo, si sono dimostrate condizioni insufficienti per risolvere i problemi esistenti ereditati anche dal passato, e per superare gli errori di valutazione politica commessi nel secondo dopoguerra. Ha scritto infatti Karl Meyer: ”… la storia non è un programma ma un racconto che può mettere in guardia. Contiene molti avvertimenti per coloro che credono di poter anticipare il futuro…”.(Foto Ansa)
Un software per la lettura dell’intelligenza
di Antonio TETI
Fino ad alcuni decenni fa, la creazione di un dispositivo in grado di leggere la mente dell'uomo poteva rappresentare solo una proposta interessante per la sceneggiatura di un film di fantascienza, ma solo dopo pochi anni essa assume la connotazione dell'ennesimo traguardo delle tecnologie informatiche. Sia apre una nuova era, basata sull'avvento di strumenti e metodologie in grado di "interpretare" i meccanismi comunicativi e di pensiero dell'uomo. Ciò che un tempo poteva sembrare un sogno irrealizzabile, oggi è da considerare come un obiettivo realmente alla portata dell'uomo. Tuttavia, ciò attiva un grande dibattito sulle conseguenze, etiche, sociologiche e morali delle possibili conseguenze della portata di queste realizzazioni.
 
Rubriche

LA STORIA

DALL'ARCHIVIOarticolo redazionale
Alcool ed esercizi pubblici
Nel giugno scorso la Commissione Trasporti della Camera, con un emendamento al ddl di modifica del nuovo Codice della strada, ha fissato alle ore 03,00 del mattino il termine per la vendita e la somministrazione di alcolici in pub, bar, discoteche e locali aperti di notte. Un segnale che vuole spingere, soprattutto i giovani, ad acquisire una maggiore consapevolezza del ‘senso del limite’ inducendoli, così, a comportamenti sempre più liberi da ‘dipendenze’.Si tratta, a ben guardare, di una misura preventiva di antica memoria, come ben testimoniano i documenti d’archivio qui allegati.

Fatti,aneddoti e leggende
1935 la prima missione del SIM in Arabia Saudita
di Matteo PIZZIGALLO
Armi per cammelli. Storia di un’occasione perduta sull’asse Riad-Roma, alla vigilia della guerra d’Etiopia. Eppure sarebbe stato un affare vantaggioso sotto l’aspetto economico-militare ma, soprattutto, politicamente significativo. La fornitura di armi avrebbe suggellato il rapporto con l’Arabia Saudita che, unito al buon rapporto in atto con l’Imam dello Yemen, avrebbe dato all’Italia un ruolo preminente nel Mar Rosso, soprattutto in funzione anti-inglese. Purtroppo l’attività di agenti stranieri e alcuni malintesi insorti fra le Autorità militari di Asmara e l’agente del SIM che gestiva la delicata operazione, non consentì il buon esito dello ‘scambio’.

Un ‘monsignore’ fra codici e segreti

di Alain CHARBONNIER
Il bisogno di segretezza ha indotto soprattutto i governi e le grandi istituzioni, pubbliche o private, a creare uffici di comunicazioni con il compito di trasmettere messaggi e impedirne la lettura da persone diverse dai destinatari. Veri e propri "uffici cifra" che utilizzano, quando non escogitano in proprio, sistemi di scrittura segreta. Fra le grandi istituzioni c'è anche il Vaticano che ancora oggi si serve di chiavi cifranti inventate da un personaggio conosciuto nella storia dell'intelligence, ma...

LA CULTURA

'Studi di Intelligence'
I nuovi scenari del terrorismo internazionale di matrice jihadista
di Nicola PEDDE
La cultura dell'Intelligence è lo strumento attraverso il quale comprendere il ruolo e l'operato dei moderni Servizi di informazione e sicurezza. Strumento dato dall'approfondimento degli studi e delle analisi dei principali ‘think tank’, centri di ricerca, Università italiane e straniere. Questa Rubrica intende, quindi, selezionare e presentare periodicamente i più significativi studi sulle tematiche relative alle strutture di Intelligence o a queste direttamente connesse, agevolando la comprensione della storia, delle metodologie e delle funzioni delle più moderne strutture di settore. Un contributo per sfatare i tanti miti e luoghi comuni che da sempre accompagnano l'immagine dei Servizi segreti di tutto il mondo e per acquisirne, al contrario, consapevolezza del ruolo e dell'operato.

RECENSIONI
Eversione e mafia due libri per capire
di Alain CHARBONNIER
È un libro che qualcuno potrebbe definire "non politicamente corretto". Questione di punti di vista. Certo è che il volume di Giuseppe Gagliano, coordinatore dello "Strategic group", network internazionale di studi strategici e politica estera, è un sicuro punto di riferimento per chiunque si trovi ad avere a che fare con la questione "eversione", sia essa violenta o non violenta, pacifista, cristiana come gandhiana....

LA CRONOLOGIA

Criminalità organizzataarticolo redazionale
Aprile - Giugno 2010
Arresti di maggior rilievo del II trimestre 2010. (Dati da fonti aperte)

Terrorismoarticolo redazionale
Aprile - Giugno 2010
“Per atto di terrorismo si intende un’azione violenta, politicamente motivata, volta a colpire obiettivi di valore simbolico e destinata anche ad intimidire un ‘uditorio bersaglio' riconducibile, socialmente o politicamente, all'obiettivo primario. L’atto di terrorismo, a differenza di quello di ‘violenza politica' (ascrivibile ad individui o gruppi che tendono ad agire a ‘viso aperto') e di quelli di ‘guerriglia' (attuati con strumenti e logiche paramilitari) viene di solito compiuto da individui o gruppi operanti in clandestinità o sotto copertura o comunque in condizioni di mimetismo all’interno delle società colpite". (Foto Ansa)

Un Raccontoarticolo redazionale
La ‘roba’ dei Casalesi
Per questo non aveva lasciato passare un minuto della sua vita che non fosse stato impiegato a fare della roba… Della roba ne possedeva fin dove arrivava la vista, ed egli aveva la vista lunga. (Giovanni Verga da Novelle rusticane (1883)) I “Mazzoni” sono una distesa fertile che raccoglie il sudore di tante generazioni di campani.Terra irrigata, graffiata da aratri, tagliata da canali che s’intrecciano come una ragnatela. Alla geometria delle colture si è saldata con il tempo quella del cemento che sembra sparigliare le prospettive, imponendo un colore acido e rinnovando la storia del contado ruvido e sapiente in dolorosi sacrifici....

Scheda Autori


APPENDICE
‘SECURITY APPARATUS’
SICUREZZA E STRUTTURE PREPOSTE A GARANTIRLA
di Emanuele MAROTTA, Alfredo NUNZI

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