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sommario 1/2009
Editoriale


La Riforma
di Gianni LETTA
La Riforma dell'Intelligence: un anno e mezzo dopo
   
   
Forum
Strategia e spontaneismo: poli del nuovo terrorismo
a cura di Emanuela C. DEL RE
Rispondono: Evelin G. LINDNER, Debidatta AUROBINDA MAHAPATRA, Vincenzo PACE, Valeria FIORANI PIACENTINI
Era prevedibile che il terrorismo avrebbe spostato sempre più in là le sue frontiere. D’altra parte il mondo globalizzato, come lo si definisce oggi, di frontiere ne abbatte di continuo, pur ergendone paradossalmente altre. Il risultato è che il concetto di frontiera di per sé cambia continuamente non solo nel significato ma anche nel valore, nel senso del peso che ha non solo sulle politiche mondiali, ma anche sul singolo. La de-territorializzazione, che magicamente permette ai migranti in tutto il mondo di conservare radici forti con il Paese d’origine, attraverso i cosiddetti small media, attenuando il lacerante distacco, allo stesso tempo abolisce i confini della propaganda, che rimbalza indisturbata e con effetti imprevedibili dai satelliti e dalle reti informatiche....(Foto Ansa)
 
Saggi e articoli
I nuovi fronti del terrore e la nostra vulnerabilità
di Emanuela C. DEL RE
Il vertice NATO, tenutosi il 3 e 4 aprile 2009, ha ridisegnato gli equilibri in merito al contrasto al terrorismo. La partecipazione di Obama, a pochi mesi dal suo insediamento, era attesa. Fine della War On Terrorism di Bush, inizio dell’anti-terrorismo stile Obama, con conseguente riassestamento del resto del mondo. Il terrorismo è il termometro del nostro “grado di vulnerabilità”. Misura, infatti, non solo l’efficacia della nostra strategia di difesa, ma, anche, la capacità di prevenzione e soprattutto la nostra capacità di reagire all’impatto appena esso avviene. Credo che il punto debole dell’attuale strategia stia proprio nella mancanza di prontezza, di readiness. Il terrorismo trova sempre nuovi fronti su cui muoversi.... (Foto Ansa)

"Il terrorismo si fonda sul disprezzo della vita dell'uomo
....un vero crimine contro l'umanità....


GIOVANNI PAOLO II
('Giornata mondiale della pace'- 1° gennaio 2002)

Il rispetto della privacy e l’esigenza di sicurezza
INTERVISTA al Presidente dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali Francesco PIZZETTI
a cura di Pio MARCONI
Da circa un decennio l’Italia si è dotata di una legislazione sulla privacy e di una Istituzione deputata a garantire la protezione dei dati personali. Nel medesimo decennio si sono sviluppate a dismisura tecnologie e strumentazioni capaci di vulnerare le comunicazioni e di conservare per tempi assolutamente indeterminabili ogni tipo di informazione. Il manifestarsi di devastanti conflitti internazionali e una nuova distribuzione delle popolazioni favorita dalla globalizzazione hanno suggerito, e a volte imposto, forme penetranti di controllo delle persone unite alla costruzione di grandi archivi di dati. La possibilità di disporre di una grande mole di dati appartiene oggi anche al mondo dell’impresa, al privato, a soggetti che operano nella società civile. Una minaccia alla privacy viene anche da possibili abusi generati nel mondo degli interessi economici. A fenomeni di tipo globale e strutturale si sono aggiunti infine episodi che hanno fatto ipotizzare ulteriori patologie....
Stati di paura e richiesta di sicurezza
di Pio MARCONI
Nel saggio il Prof. Pio Marconi affronta il dibattito, sulla sicurezza e le nuove paure, sviluppatosi in Italia e in Occidente, introducendo in esso alcuni elementi nuovi di valutazione. L'insicurezza, per l'autore, non deriva dall'esplosione smisurata di patologie né è riducibile alla costruzione o alla manipolazione mediatica. L'insicurezza, seguendo il sociologo Beck, deriva anche dalla preoccupazione per il tipo di risposta pubblica all'emergere di nuove minacce. Di fronte alla difficoltà di rapportare le strategie di prevenzione ai bisogni sociali, emerge in Europa e in Italia una pluralità di proposte di autodifesa dal basso. Il rischio di spinte spontaneistiche non sta nella rottura di una concezione centralizzata della prevenzione, ma potrebbe annidarsi nella parzialità, nell'occasionalità dei rimedi...(Foto Ansa)
Deterrenza e proliferazione: l'intreccio perverso
di Mario Rino ME
Se parlare di “Deterrenza” o, come dicono i francesi, di “Dissuasion”, poteva sembrare un concetto abbastanza chiaro durante la Guerra Fredda, nel senso che l’equilibrio nucleare fra Oriente e Occidente comportava il timore della rappresaglia, oggi tutto si è fatto più complicato. L’analisi di Mario Rino Me presenta la questione, nella sua accezione moderna, con tutte le sfaccettature che comporta e, soprattutto, allarga la visione e la dimensione stessa della Deterrenza. Di pari passo, però, “proliferano” i livelli di rischio che non sono più semplicemente collegati alla minaccia nucleare, ma si estendono al “default” economico di interi paesi, al terrorismo internazionale e alla presenza della grande criminalità, oltre alle crisi di area. Da qui una nuova e più aderente visione dell’idea di “Deterrenza”. (Foto Ansa)
La nuova vecchia mafia
di Alfonso SABELLA
Quando la mafia diventa silenziosa, vuol dire che è impegnata negli affari. Se nelle strade siciliane non s'ammazza più come una volta, se è finita la stagione degli attentati, insomma se Cosa nostra sembra scomparsa, salvo sporadici ed effimeri ritorni di fiamma, lo si deve certo all'azione di magistrati, Polizia e carabinieri che hanno arrestato i maggiori capi, centinaia di "picciotti" ed esattori del "pizzo", ma potrebbe anche essere il frutto di una scelta strategica. Il fenomeno dell'attuale "inabissamento" della mafia, della sua capacità di adattarsi al mutare delle condizioni sociali, economiche e politiche è il tema che affronta Alfonso Sabella, magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia, che ha dato la caccia ad alcuni dei latitanti più ‘famosi’ e feroci.(Foto Ansa)
Gli strumenti per prosciugare i patrimoni della criminalità
di Roberto ALFONSO
Nell’ordinamento giuridico italiano le disposizioni normative utilizzabili per aggredire e confiscare le ricchezze illecite accumulate dalla criminalità organizzata sono davvero numerose con conseguenti difficoltà sia sul piano interpretativo che applicativo. In questo contributo l’autore ne analizza con competente puntigliosità i risvolti legislativi più delicati e complessi anche alla luce delle modifiche introdotte dalla legge n. 125/2008. (Foto Ansa)
‘Credit Default Swap’: effetti sull’Italia
articolo redazionale
Il 6 marzo scorso un quotidiano a diffusione nazionale ha riportato una notizia inerente il lancio di un prodotto finanziario, strutturato sul fallimento di un paniere di Paesi, nel quale l’Italia rappresentava quello con la più alta probabilità. La diffusione di questo prodotto sarebbe stata accompagnata dalla diffusione di un report confidenziale sull’Italia di contenuto negativo. Questa situazione rappresenta un esempio di come si possa speculare sull’immagine finanziaria di un Paese, incidendo negativamente sulle aspettative di solvibilità. La pesante posizione debitoria interna rispetto al PIL, infatti, espone l’Italia in maniera particolare al rischio di credito (lo Stato italiano rappresenta il soggetto nei confronti del quale vi è la domanda maggiore al mondo di copertura dall’insolvenza nell’adempimento delle sue obbligazioni), ma incentiva anche l’insider trading finalizzato a scommettere sul suo improbabile default....(Foto Ansa)
Obama: una nuova stagione per arabi ed israeliani
di Fawaz A. GERGES
Le posizioni del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama sul Medio Oriente, hanno innovato i rapporti con Israele e i Paesi arabi, soprattutto quelli interessati al conflitto che da sessant'anni coinvolge l'intera area senza che si intraveda una soluzione. È convinzione comune che l'Amministrazione americana intende porre fine al confronto armato con un compromesso che dovrebbe consentire a israeliani e palestinesi di raggiungere le rispettive aspirazioni: la sicurezza e la fine della minaccia alla sopravvivenza, per i primi, l'edificazione di una patria e di uno Stato libero e indipendente, per i secondi. Secondo Fawaz A. Gerges, Professore in Affari Internazionali e Studi sul Medio Oriente presso il Sarah Lawrence College, una soluzione arabo-israeliana mediata dagli Stati Uniti, allenterebbe la tensione nell'intera Regione e, soprattutto, diminuirebbe il richiamo del fanatismo religioso, mentre avvierebbe la soluzione di numerosi altri problemi che coinvolgono l'Iran, l'Afghanistan, il Pakistan e l'Indonesia. (Foto Ansa)
Africa: dalla crisi economica alla crisi della convivenza
di Franz GUSTINCICH
L'Africa è un Continente "a rischio". La crisi economica e il conseguente crollo dei prezzi delle materie prime, da coniugare al venir meno della richiesta del mercato, conseguenza della crisi dei Paesi a tecnologia avanzata, cosiddetti "sviluppati", provocano la perdita di posti di lavoro e riducono alla fame consistenti gruppi di popolazione. A risentirne sono soprattutto gli abitanti dei "villaggi mobili", gli agglomerati che sorgono a ridosso delle aree minerarie e si spostano mano a mano che la miniera avanza. Se poi chiude, è la fame per tutti. E mentre l'Occidente in crisi riduce gli aiuti, dall'Asia arrivano nuovi progetti di sfruttamento delle risorse africane e la Cina firma ogni giorno nuovi trattati di cooperazione bilaterale. Il disastro economico di Paesi come lo Zimbabwe o lo Zambia creano aree di tensione, mentre la democratizzazione si allontana, aumentano le scorciatoie per le crisi politiche che alimentano pulsioni di rivolta. Ma questa crisi potrebbe rappresentare, a detta di alcuni analisti, come spiega Franz Gustincich, anche l'occasione per un riscatto dalla dipendenza ‘esterna’ ed avviare una ‘via africana’ all'economia di mercato. (Foto Ansa)
 
Rubriche

LA STORIA

Dall'Archivioarticolo redazionale
'Segrete collaborazioni'
I documenti in Rubrica, datati 1912, ci riportano agli albori del secolo scorso quando gli Stati dell’Europa, radicalmente diversi per storia, cultura e tradizioni, inseguivano comuni bramosie espansionistiche che ne incrinavano sovente i reciproci rapporti. Il ricorso alla forza militare era considerato, così, l’unica via per far fronte ai crescenti focolai di instabilità anche se le ostilità, più o meno dichiarate, non impedivano concrete e fattive forme di collaborazione. L’appartenenza strategico-militare di Paesi, quali Russia ed Italia, ad alleanze diametralmente opposte non ostacolava, ad esempio, ‘segrete collaborazioni’ sul fronte della lotta al terrorismo...(Foto Ansa)

Fatti,aneddoti e leggende
Richard Sorge:la Cassandra di Stalin
di Alain CHARBONNIER
La spia perfetta è apparentemente una persona senza qualità, ma capace di parlare e di ascoltare e poi comporre il mosaico della corretta informazione, mettendo insieme tessere apparentemente scombinate. Per otto anni un uomo bello, colto, grande parlatore, fervente nazista, animò i circoli mondani di Tokio, fra il 1933 e il 1941. Affascinò mogli di ambasciatori e di militari, conversò amabilmente con finanzieri e industriali, scrisse brillanti e informati articoli per la Frankefurter Zeitung, rivelò a Stalin che il 22 giugno i tedeschi avrebbero attaccato la Russia. Non gli credettero. Nel ventisettesimo anniversario della Rivoluzione d'Ottobre morì impiccato in un tetro carcere di Tokio. Si chiamava Richard Sorge, uno dei più grandi agenti segreti sovietici. Una delle tante vittime della "sindrome di Cassandra": predire il futuro e non essere creduti.
(Foto da lemil.blog.hu/2008/11/02/kemek_es_hirszerzok_sorge)


LA CULTURA

'Studi di Intelligence'
'Le sfide dell'Intelligence interna in una società libera'
di Nicola PEDDE
Questa nuova Rubrica intende segnalare alcuni ‘studi’ sul mondo dell’Intelligence elaborati da Università, Think tank e Centri di Ricerca, nazionali ed esteri, al fine di agevolare la comprensione della storia, delle metodologie e delle funzioni di un così delicato e complesso settore quale è quello preposto alla Sicurezza. Un contributo alla ‘Cultura dell'Intelligence’ anche per sfatarne miti e luoghi comuni. Il Professore Nicola Pedde propone, così, a partire da questo numero, un sintetico elenco dei principali studi di settore pubblicati nel trimestre ed una scheda di presentazione di uno di essi*, così da offrire ai lettori lo spunto per un’approfondita conoscenza.

Recensioni
Armi e ‘ndrangheta: il ruolo dell’Intelligence
di Alain CHARBONNIER
Il commercio delle armi appartiene ad una particolare categoria che coniuga affari, politica, strategia e morale. Da tempo l’Italia si è dotata di una legislazione che, con riferimento all’articolo 11 della Costituzione, implica un certo tipo di comportamento nei trasferimenti internazionali di beni e tecnologia militare. Carlo Mastelloni, magistrato, e Carmine Lopez, Generale della Guardia di Finanza, ne hanno fatto oggetto di uno studio approfondito, edito da Rubbettino, sottolineando il rilievo dell’azione di controllo e di intelligence per combattere le illegalità nel settore. Controllo e intelligence che interessano una realtà del tutto diversa, ma di non minore interesse per le sue implicazioni nella vita e nell’economia, non soltanto della Calabria, ma di tutta l’Italia: la ‘ndrangheta. È l’argomento di una collettanea a cura di Mario Caligiuri, edita dall’Università della Calabria, articolata su quattro interventi che esaminano aspetti diversi e connessi della mafia calabrese.
LA CRONOLOGIA

Criminalità organizzataarticolo redazionale
Gennaio - Marzo 2009

'La fine di Perseo'

Presentiamo la scheda cronologica degli arresti più significativi di criminalità organizzata dell’ultimo trimestre, seguita dalla descrizione, suggestiva e anche un pò colorita, di uno di essi.
'Personaggi'o 'clan', oggetto di approfondimento, sono riportati in scheda con il colore rosso. (Foto Ansa)


Terrorismoarticolo redazionale
Gennaio - Marzo 2009
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"Per atto di terrorismo si intende un’azione violenta, politicamente motivata, volta a colpire obiettivi di valore simbolico e destinata anche ad intimidire un ‘uditorio bersaglio’ riconducibile, socialmente o politicamente, all’obiettivo primario. L’atto di terrorismo, a differenza di quello di ‘violenza politica’ (ascrivibile ad individui o gruppi che tendono ad agire a ‘viso aperto’) e di quelli di ‘guerriglia’ (attuati con strumenti e logiche paramilitari) viene di solito compiuto da individui o gruppi operanti in clandestinità o sotto copertura o comunque in condizioni di mimetismo all’interno delle società colpite".
(Foto Ansa)


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