Home Page Sito Istituzionale English version
Sommario
Abbonamento
Sommario n. 1/2006
 
L'editoriale
   
Inaugurazione dell'Anno Accademico
Intervento del Direttore del SISDe

Prolusione del Dott. Stefano Folli: "Comunicazione e Terrorismo"

Intervento del Ministro dell'Interno
   
Forum
 
‘Ndrangheta
gerarchia e fedeltà: la forza delle ‘ndrine
Rispondono: Salvatore BOEMI, Enzo CICONTE, Luigi DE SENA, Fabrizio FEO, Marina VALENSISE.

I recenti fatti di cronaca in Calabria hanno messo sotto i riflettori della comunità nazionale la crescente pericolosità del fenomeno ‘ndranghetista. Il forum si propone di analizzare alcuni aspetti della minaccia da diverse prospettive, ciascuna frutto di valutazioni e di esperienze qualificate e peculiari, da cui emerge il carattere “eversivo” del fenomeno e la forte connotazione da una parte regionale, per il radicamento nella realtà locale, e dall’altra globalizzata, per la capacità competitiva espressa nei mercati internazionali dell’illecito. (foto ansa)
 
Saggi e articoli
"Novembre francese"

- 'Banlieue' in rivolta: vecchie violenze e nuovo welfare
- Dagli intellettuali arabo-musulmani soluzioni per l'integrazione fallita
 
di Pio MARCONI e Anna BARDUCCI
E’ esportabile il novembre francese? Se lo sono chiesto sociologi ed analisti, di fronte ad un fenomeno che è apparso, subito, del tutto nuovo. Anzitutto per la durata e l’intensità delle violenze, e poi perché le solite risposte (mancata integrazione, crisi dei modelli culturali, etc.) non sono sembrate capaci nemmeno di offrire i soliti alibi rassicuranti. Anna BARDUCCI, nel suo articolo ne ha registrate varie di queste spiegazioni, alcune molto severe con il sistema di integrazione ‘alla francese’. Il problema però potrebbe non essere circoscrivibile ad una sola nazione. C’è una rabbia giovanile che in Francia ha assunto le dimensioni di fenomeno di massa.......... E’ solo una delle tante spiegazioni, forse la più semplice, ma anche la prima che offre un possibile rimedio (non la soluzione): una politica abitativa più accessibile, che eviti la formazione dei ghetti, o più elegantemente, gli ‘spazi omogenei’ come li chiama il Prof. MARCONI. Perché la modifica virtuosa delle dinamiche del lavoro, la fine della disoccupazione giovanile, l’aumento delle certezze sociali, potrebbe richiedere troppo tempo. E la rivolta delle banlieue ci ha detto che non possiamo permettercelo. (foto ansa)
  
La banda 'XXII ottobre' a Genova
e la malavita come terrorismo
 di Antonio MARINO
Quella della banda ‘XXII ottobre’ è la storia di un gruppo di giovani genovesi le cui azioni delittuose sconvolsero, tra il 1969 ed il 1971, la tranquillità del capoluogo ligure. E’ la storia, in particolare, di un gruppo, autodefinitosi rivoluzionario, di ispirazione politica di estrema sinistra, mosso da una precisa volontà di contestazione violenta dell'assetto dei rapporti sociali, economici e politici dell'Italia della fine degli anni '60, che lasciò comunque, dietro di sé numerosi interrogativi circa la sua effettiva entità, forza numerica ed eredità politico-ideologica. Lo studio degli eventi che caratterizzarono l'operatività del gruppo, nella città di Genova, non è mai stato particolarmente approfondito. Tra coloro che vollero dare alla ‘XXII ottobre’, agli esordi delle proprie vicende delittuose, un primo tratto distintivo, prevalse, sempre, l'idea che, in fondo, detta compagine altro non fosse che un insieme di disorganizzati che giocavano a fare la rivoluzione. E, in questo senso, l'appellativo di "banda" che fu attribuito loro, la dice lunga sulla mitezza dei giudizi espressi nei confronti del gruppo. In realtà, la scia di attentati e di morte che ha segnato il, pur breve, passaggio della ‘XXII ottobre’ sulla scena genovese ed il preciso legame instauratosi tra i propri appartenenti e le Brigate Rosse del sequestro Sossi, si pone in evidente asintonia con il menzionato prevalente intento di ridimensionare il fenomeno che, almeno agli inizi, sembrava prevalere.
(foto d'archivio)
  
L'Anarchia nei canali della rete  articolo redazionale
La Rete - luogo-strumento privilegiato della libertà di espressione e comunicazione - è divenuto, come visto (n.3 di Gnosis), il mezzo più usato nello scenario antagonista per far circolare notizie, collegare realtà fisicamente molto lontane, lanciare campagne di lotta. Il mondo della comunicazione virtuale si presta, in particolare, all’agire di attori che fanno della critica al potere ed alla gerarchia e, al tempo stesso, dell’assenza del dominio, il cardine della propria fede e rappresentazione: gli anarchici. “… l’anarchismo è prima di tutto un movimento contro la gerarchia. Perché? Perchè la gerarchia è la struttura organizzativa che incarna l’autorità”…(Brian Morris citato da Max Anger - 1997, p.38).
Ed ancora: “…gli anarchici desiderano una società basata sulla libertà individuale e sulla collaborazione volontaria. In altre parole, una società dal basso in alto, e non imposta dall’alto in basso dalle autorità”(brani tratti da “Che cosa significa Anarchia”?,nella sezione corrispondente del sito Contropotere,www.ecn.org/contropotere).
  
Hizbollah in Sudamerica fra
jihad e narcoterrorismo
 di Alessia DE CARO
Dal 1992, a seguito del primo attentato di matrice islamica a Buenos Aires, l’America Latina e soprattutto la Triplice Frontiera, regione di confine di tre Paesi (Paraguay, Brasile ed Argentina), è stata considerata zona franca per i traffici illeciti e paradiso per i terroristi. In questo territorio Hizbollah ed altri gruppi islamici riescono ad operare abbastanza liberamente ricavando finanziamenti dal traffico di armi e di droga, guadagnando vantaggio dalla crescente corruzione, organizzando dei campi di addestramento e fornendo infine una base logistica per attentati terroristici. Le connessioni di Hizbollah con le Farc e con altri gruppi di opposizione locale e l’interesse di al-Qa’ida di mettere mano su un traffico illecito, così remunerativo, rendono chiara la minaccia che potrebbe rappresentare un’area come questa, sempre più al centro degli interessi degli estremisti islamici. (foto www.jinsa.org/documents)
  
Dai 'bombers' di Londra alla corrente 'Deobandi' articolo redazionale
In questo articolo, abbiamo voluto tentare un’indagine a ritroso sulla strada del radicalismo: dalla storia di Shehzad Tanweer, uno dei quattro “uomini-bomba” del 7 luglio londinese - che abbiamo utilizzato come campione - alla storia della scuola fondamentalista indopakistana dei “Deobandi” e dei suoi vettori in Occidente. Lungo un percorso di quasi un secolo e mezzo, dalla prima scuola coranica di Deoband all’islamismo militante di Mawdudi, dal jihad afghano all’internazionale di Bin Laden, mettiamo a fuoco le tappe di una “deriva del sacro” che cammina in mezzo a noi, sulle gambe di giovani musulmani “cresciuti in casa”, per i quali la distanza tra passato e presente si fa corta e lunga la memoria dell’odio contro l’Occidente.
(foto www.kbr30.dial.pipex.com)
  
"Iraq"

- Shari'a ed equilibrio politico: il miracolo possibile di Bagdad
- La Costituzione irachena ovvero conciliare gli opposti
 
di Ciro SBAILO' e Giuseppe ZACCARIA
Il 15 ottobre 2005 gli iracheni hanno approvato la loro Costituzione, recandosi per oltre il 61% ai seggi e votando quasi per il 78% a favore. Con qualche sorpresa in ambito sunnita: nella provincia di Ninive i “no” non hanno raggiunto i due terzi necessari che, affiancati ai previsti due terzi dei “no” di altre due province sunnite, avrebbero fatto fallire il progetto. Presentiamo di seguito due contributi, uno di tipo filosofico-giuridico e uno di tipo giornalistico, all’analisi di questo evento. Nel primo, l’Autore svolge un’analisi del testo della Carta irachena, sottolineando la legittimità di quest’esperienza costituzionale e sostenendo la compatibilità della cultura islamica con il costituzionalismo. Vengono, tuttavia, evidenziati alcuni nodi da sciogliere: l’assetto federale, che richiede un’ulteriore razionalizzazione, e il sindacato di costituzionalità, che non viene previsto nel testo votato dagli iracheni. Nel secondo articolo, si mostrano i possibili sviluppi della transizione irachena, tenendo presente la complessità dello scenario geopolitico. In questo senso, le incongruenze interne al testo possono rivelarsi gravemente destabilizzanti. D’altra parte, un costituente sciita ha commentato: “Se non altro nell’assemblea costituente non ci siamo sparati”. Non è poco, a patto di considerare - conclusione su cui i due Autori convergono - la Costituzione non come un punto d’arrivo, ma come un punto di partenza nella costruzione del nuovo Iraq.
(foto www.lib.utexas.edu)
  
Arabi liberali: una via possibile? articolo redazionale
La recente diffusione in rete di un’analisi statunitense sul mondo musulmano post 11 settembre offre lo spunto per una riflessione sull’Islam moderato. Numericamente maggioritaria, la componente musulmana liberale fatica tuttavia a trovare spazi di espressione, spesso monopolizzati dagli altisonanti proclami degli ulema radicali. Questa situazione, comunque, sta cambiando anche in Italia, dove è nato - su iniziativa di un gruppo di giornalisti magrebini da tempo residenti nel nostro Paese - un sito dedicato alla promozione di una nuova elite intellettuale araba. (foto www.novatv.nl)
  
L'orizzonte nucleare del regime di Kim Jong-il di Giuseppe CURSIO
L’adozione di una “dichiarazione di princìpi”, il 19 settembre 2005, al termine del IV round dei negoziati multilaterali di Pechino (26 luglio-8 agosto; 13-19 settembre) ai quali hanno partecipato gli Stati Uniti, la Cina, la Russia, il Giappone e le due Coree, segna indubbiamente un passo importante verso una soluzione diplomatica della seconda crisi nucleare nord-coreana scoppiata nel Nord-est asiatico nell’ottobre del 2002, a seguito della rivelazione del regime di P’yongyang di aver prodotto per anni, in segreto, uranio altamente arricchito (HEU), che può essere impiegato come combustibile nei reattori nucleari o per fabbricare armi atomiche. Rimane, tuttavia, l’incertezza sulla reale volontà del leader nord-coreano Kim Jong-il di voler abbandonare del tutto - in modo completo, irreversibile e verificabile - il suo programma nucleare, che impiegato come deterrenza (o dissuasione psicologica) nei confronti del suo antico e odiato nemico, gli Stati Uniti, e dei loro alleati, ha garantito, fino ad oggi, la sovranità e integrità territoriale della Corea del Nord, mentre la crisi nucleare ha consentito allo Stato comunista di uscire dall’isolazionismo internazionale della “guerra fredda” in cui l’aveva relegato l’ideologia “chuch’e", e di sottoporre i problemi economici del Paese, affiorati per la prima volta in maniera evidente agli inizi degli anni ’90, all’attenzione internazionale, consentendogli di ottenere, fra l’altro, gli aiuti umanitari, energetici ed economici necessari per la sua sopravvivenza,in attesa che la riforma del sistema economico socialista, sull’esempio cinese, sortisca gli effetti sperati. (foto http://img.timeinc.net/time/magazine/)
  
Hitler e Mussolini: grafie a confronto articolo redazionale
Studi sulla psicologia di Hitler e Mussolini riempiono da tempo gli scaffali dei cultori di storia moderna. Con questo lavoro si tenterà di delineare alcuni tratti della personalità dei due soggetti non attraverso l'analisi del loro comportamento, sia pubblico che privato, ma esaminando l'"interazione psicologica" tra i due con lo strumento della cosiddetta "grafologia comparata". Si tratta di un approccio analitico - basato sul "confronto" tra le scritture - che sinora è stato scarsamente utilizzato nel mondo dell'intelligence in quanto (a torto) è considerato un metodo "ancellare", che sfrutta le conoscenze già estrapolate dall'indagine psico-biografica, e non una procedura svincolata e autonoma dall'analisi psicologica. In realtà la grafologia come scienza consente di delineare alcuni tratti della personalità (anche quelli d'interesse psicopatologico) pure in assenza di un’osservazione diretta e/o documentale. Sfruttando questo metodo si è provveduto a stilare un profilo sintetico di Hitler e Mussolini, studiando il singolo campione di scrittura; successivamente le due produzioni grafiche sono state poste a confronto in modo da evidenziarne similitudini e differenze (sul piano intellettivo/caratteriale). L’indagine è stata eseguita senza tener conto dei precedenti studi sulla personalità di Hitler e Mussolini in modo da rendere, per quanto possibile, l'esplorazione priva di condizionamenti metodologici tali da inficiare la "genuinità" dell'analisi grafologica dei due protagonisti. (foto redazionale)
  
 
Rubriche
STORIE DI CASA NOSTRAarticolo redazionale
La sorgente promessa: la Sicilia che cerca il suo tempo 
La Rivista propone un bozzetto di fantasia sulla realtà dell’entroterra siciliano alla fine degli anni ‘80. Qui, la mafia è meno visibile ed eclatante, eppure mette in risalto ancor più le dinamiche quotidiane che alimentano il fenomeno criminale. Situazioni in cui, di là dall’apparente banalità del racconto, aleggiano le tensioni successive al ‘maxiprocesso’ e la profonda e disincantata attesa di rinnovamento in Sicilia. Speranze di neofiti dell’antimafia, della gente comune, dei mafiosi che hanno perso tutto. Quando non c’era che il sogno. Quando ancora la Storia doveva fare il suo corso, i suoi morti e le sue nuove tensioni repressive. Un passato che potrebbe essere anche il nostro futuro.
(foto www.sperimentaleleonardo.it/itinerari/lavoromafia1)
  
DALL'ARCHIVIO ALLA STORIAarticolo redazionale
Numeri come parole nei sistemi di cifratura 
Scrive Svetonio nella Vita di Cesare: “Se doveva fare delle comunicazioni segrete, le scriveva in codice, cioè con l’ordine delle lettere così disposto che nessuna parola potesse essere ricostruita...”. Si ritiene, in effetti, che sia stato proprio Giulio Cesare ad inventare uno dei primi cifrari della storia (detto appunto “cifrario di Cesare”), un sistema che consisteva nella semplice sostituzione di ogni lettera con quella che, nell’alfabeto, la precedeva o la seguiva di un numero convenzionale di posti. Dopo l’imperatore romano, anche altri personaggi storici, famosi in ambiti diversi, hanno dato rilevanti contributi alla scienza crittografica. Si pensi, ad esempio, all’architetto, pittore e scrittore Leon Battista Alberti - più noto come ideatore dei progetti del Tempio Malatestiano a Rimini o della facciata della chiesa di Santa Maria Novella a Firenze - che nel 1466 scrisse per la corte papale il saggio di crittografia De componendis cyphris, considerata la prima opera su questo tema apparsa nel mondo occidentale..... (foto www.matheprisma.uni-wuppertal.de)
  
RECENSIONI
- L'italia dal 1943 al 2005: guerra civile permanente?
- CIA KGB e nuove guerre 
di Rosario PRIORE e Alain CHARBONNIER
Una piacevole illustrazione delle emozioni che può provocare, nell’animo di chi conosce le dinamiche sociali attuali e la storia che le ha determinate, la lettura di un libro a suo modo rivoluzionario, intriso di punti di vista legittimi ma mai adottati. E’ forse il modo migliore di recensire un testo: divenirne parte, completarne il disegno attraverso i sentimenti che suscita, per concludere il percorso al punto da divenirne co-autore. Il libro di cui si discute ispira evidentemente riflessioni forti, di quelle che scuotono gli animi.....
Quando cade il segreto e gli archivi si aprono, per storici e studiosi arrivano le sorprese. Non poche volte risultano sconvolgenti, capaci di distruggere leggende e convinzioni consolidate. CIA e KGB sono al centro di due recenti volumi pubblicati da Rizzoli e da Laterza. Il primo, firmato Christopher Andrew e Vasilij Mitrokhin, è la seconda parte delle carte trafugate dall'archivista del KGB e svela le mosse dell'Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. Nel secondo, Paolo Mastrolilli e Maurizio Molinari, raccontano più di mezzo secolo di storia italiana letto con gli occhi della Central Intelligence Agency.....
  
CRONOLOGIA DEL TERRORISMOarticolo redazionale
III trimestre 2005 
"Per atto di terrorismo si intende un’azione violenta, politicamente motivata, volta a colpire obiettivi di valore simbolico e destinata anche ad intimidire un ‘uditorio bersaglio’ riconducibile, socialmente o politicamente, all’obiettivo primario. L’atto di terrorismo, a differenza di quello di ‘violenza politica’ (ascrivibile ad individui o gruppi che tendono ad agire a ‘viso aperto’) e di quelli di ‘guerriglia’ (attuati con strumenti e logiche paramilitari) viene di solito compiuto da individui o gruppi operanti in clandestinità o sotto copertura o comunque in condizioni di mimetismo all’interno delle società colpite”.
  
Scheda Autori
   
Appendice
REGNO UNITO

Legge in materia di Prevenzione del Terrorismo - 2005

La versione integrale del n. 2/2010 sarà disponibile online nel mese di ottobre 2010.