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La storia del Logo
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Uno stemma, un simbolo, un logo, sono da sempre l'immagine di una "casata", di un "gruppo", di un' "istituzione". La necessità di riconoscersi in un simbolo nasce, in effetti, nella notte dei tempi, con una precisa esigenza: essere parte della medesima fazione, quasi sempre in contesti guerreschi. Nel corso dei secoli, lo stemma ha tuttavia ampliato il suo significato, divenendo punto di riferimento per gli appartenenti all'istituzione che esso rappresenta. Anche coloro che non ne fanno parte, possono del resto utilizzarlo come strumento, non solo di identificazione ma anche di identità. La sua funzione è infatti anche quella di comunicare i valori che sono alla base dell'istituzione che in esso si riconosce. Nell'esperienza storica, d'altra parte, non sono rari i casi in cui le immagini assumono un significato che va ben al di là della loro forma esteriore, coniugando nell'universo simbolico pensieri e significati, comprensibili da tutti in quanto parte del patrimonio comune di conoscenza. Pertanto, la scelta di un simbolo ha un significato di grande importanza, in quanto, per comunicare in modo efficace, i simboli devono essere oculatamente individuati e associati rispettandone la collocazione nel patrimonio storico che appartiene loro.
Quando, nel 1977, è nato il SISDe si è avvertita l'esigenza di concentrare in un simbolo l'insieme dei valori che, nel contesto dell'epoca, rappresentavano la sintesi della missione di un Organismo deputato ad operare in una realtà complessa, caratterizzata, tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta, dall'emergenza del terrorismo. Si scelse, allora, di adottare un'immagine alla quale non fu data una diffusione ufficiale: rappresentava la salamandra, animale capace di adattarsi all'ambiente e di resistere ad ogni tipo di attacco esterno, persino alle fiamme. La salamandra veniva raffigurata nell'atto di divorare uno scorpione, all'interno di uno scudo sannitico, privo di iscrizione del Servizio e di motto identificativo. (Fig.1)



(Fig. 1)


Per avere il primo logo del SISDe a diffusione ufficiale sarà tuttavia necessario attendere il 1982, quando l'allora Direttore, Prefetto De Francesco, fece coniare lo stemma che ha accompagnato il Servizio sino ai nostri giorni. In esso è rappresentato un falcone in picchiata, nell'atto di ghermire la preda, inserito in un paesaggio simbolico raffigurante una torre, quale elemento di continuità delle nobili tradizioni italiche, affiancata da un terreno desolato delimitato dalle Alpi, quale confine geo-politico dello Stato.
L'elemento centrale della raffigurazione è costituito proprio dal falcone, animale simbolo scelto per le sue doti di predatore, per la conformazione corporea, ma soprattutto per le straordinarie capacità sensitive, assommate al temperamento vivace, all'intelligenza pronta, all'avvedutezza ed al coraggio. L'immagine del Servizio veniva affidata ad un animale estremamente dotato le cui caratteristiche volevano essere rappresentazione dei valori e degli obiettivi cui l'Organismo doveva ispirarsi nell'adempimento dei propri compiti istituzionali. Il motto Per Aspera ad Veritatem e la sigla del Servizio completavano lo stemma di forma rotondeggiante, grazie ad una greca ornamentale a chiusura della composizione. (Fig.2)



(Fig. 2)


Dopo vent'anni, si è sentita forte la necessità di adeguare l'immagine dell'Organismo, alla luce del mutato ruolo svolto dai Servizi informativi, che ha reso la rappresentazione centrata sull'aggressività di un predatore inadatta a comunicarne i principi ispiratori.
Il nuovo stemma, che per la prima volta utilizza tonalità cromatiche, intende riunire, abbandonando gli elementi classicheggianti che caratterizzavano il precedente logo, i contenuti simbolici riconducibili alle difficoltà e alle finalità della ricerca informativa nel nuovo contesto.
L'elemento essenziale è costituito da un sole stilizzato che rinvia, in binomio con la luna, direttamente ai concetti di luce e conoscenza - cui è sottesa l'aspirazione alla verità - elementi guida dell'attività dell'Organismo e sintesi degli obiettivi che questo intende perseguire.
La parte centrale del sole, la fonte della luce, viene rappresentata come un insieme di elementi geometrici diversi che compongono, nel loro complesso, un mosaico di forma rotondeggiante.
Tale struttura vuole richiamare l'idea di relazioni e interconnessioni la cui analisi, interpretazione e comprensione rappresenta il processo di conoscenza. Solo componendo il mosaico che l'immagine richiama sarà, quindi, possibile giungere ad una visione d'insieme più ampia e precisa.
Completa lo schema figurativo il motto del SISDe Per Aspera ad Veritatem che, in continuità con il passato, dunque attraverso l'equilibrio di tradizione e innovazione, sottolinea in maniera pregnante la volontà dell'Organismo di raccogliere le sfide dell'odierna società, caratterizzate da asperità e instabilità nuove ed emergenti, al fine di tutelare la sicurezza nazionale con quell'offerta di conoscenza che costituisce la missione di ogni moderno organismo di intelligence. (Fig.3)



(Fig. 3)



L’emblema dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna vuole marcare l’epocale passaggio dal SISDe all’AISI, avvenuto a seguito della approvazione della Legge 3 agosto 2007 n.124, che ha rinnovato profondamente ‘il comparto intelligence’ del nostro Paese, rispetto alle legge istitutiva del 24 ottobre 1977 n. 801.
Le forme, rigorosamente ispirate allo stile araldico nazionale, trasmettono, nella loro semplicità, un forte e inconfondibile messaggio simbolico, univoco, diretto ed efficace. Il fondo nero, dal quale emerge la figura del sole posto al centro dell’immagine, e le sovrastanti mura di cinta, di colore bianco, sottolineano, attraverso un deciso contrasto cromatico, il passaggio dalle tenebre alla luce.
Tutto questo non solo nel segno di una voluta continuità (il sole era già presente nel logo del SISDe) ma anche, e soprattutto, nell’intento simbolico di rappresentare la vera ‘mission’ della nuova Agenzia: uno strumento a difesa dei cittadini (la civitas) dalle insidie che minacciano la sicurezza nazionale.
Il motto ‘SCIENTIA RERUM REI PUBLICAE SALUS’ nella sua possibile duplice lettura “la conoscenza della realtà, la salvezza della Repubblica” e “la salvezza della Repubblica attraverso la conoscenza e l’interpretazione dei molteplici aspetti della realtà”, completa graficamente l’emblema, volutamente sprovvisto dell’acronimo AISI.
La scelta, non casuale, risponde all’auspicio che nel tempo l’emblema stesso possa identificarsi con la storia dell’Agenzia garantendone visibilità e riconoscibilità. Tale riconoscibilità ha, peraltro, trovato formalizzazione nel decreto dell’ “Autorità Delegata” per la Sicurezza della Repubblica, datato 23.11.2007, con il quale l’uso di tale emblema è stato riservato all’AISI in via esclusiva. (Fig.4)




(Fig. 4)


La Rivista è in vendita presso le librerie dello Stato.
La versione integrale del n. 3/2007 sarà disponibile online in gennaio 2008.